Venti di guerra nel cuore dell’Europa

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Era dalla Seconda guerra mondiale che in Europa non si sentiva il sinistro rumore delle bombe.

La Russia ha invaso l’Ucraina, nazione sovrana, con il pretesto di difendere una minoranza russofona nel Donbass. In realtà, Putin temeva l’ingresso dell’Ucraina nella NATO; questo fatto, avrebbe messo a rischio i confini russi. 
Tuttavia le ragioni degli uni e degli altri, non giustificano il massacro della guerra.
Civili in fuga che lasciano le proprie abitazioni, migliaia di militari caduti, distruzione, bombardamenti, paura, panico, descrivono questi terribili giorni in Ucraina.
E’ complicato comprendere l’angoscia che stanno provando i cittadini ucraini che da un giorno all’altro, si sono ritrovati in questa drammatica situazione. 
Molti di loro sono già profughi, esuli verso le nazioni confinanti (Polonia, Romania, Slovacchia, Ungheria), in cerca di un momentaneo rifugio, cercando di mettersi in salvo dagli attacchi dell’esercito del presidente russo. 
Eppure, a Mosca ed a San Pietroburgo, sono scesi in piazza cittadini che hanno protestato contro la guerra, esponendo cartelli contro Putin e gridando slogan contro l’invasione dell’Ucraina. Queste manifestazioni sono molto importanti, in quanto, nonostante sia molto pericoloso manifestare in Russia (solo in questi giorni sono stati 6000 gli arresti), parte dell’opinione pubblica ha preso una posizione contro Putin.
In risposta all’invasione, la comunità europea e gli Stati Uniti hanno risposto emanando delle sanzioni che hanno come obiettivo quello di indebolire il sistema economico russo, isolarlo dalla comunità internazionale e mettere pressione a Putin affinché interrompa l’invasione.
La situazione è comunque in divenire, colloqui di pace sono già iniziati, anche se sul campo ancora si combatte; l’auspicio di tutti è quello che si possa trovare una soluzione diplomatica alla crisi affinché ciascuno possa tornare alla propria vita, nella propria nazione.

 


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