"Vieni e vedi": il messaggio di Papa Bergoglio per un'informazione dal vero

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Nella comunicazione nulla può mai completamente sostituire il vedere di persona". È l'invito del Papa per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si celebra oggi 16 maggio in molti paesi.

Già in un discorso del 2014 il Papa aveva definito la rete “un dono di Dio”, perché i social media e internet possono aiutare a far sentire tutti prossimi gli uni agli altri, possono moltiplicare la capacità di racconto. Strettamente legato alle infinite possibilità che offre il mondo virtuale, come ricevere tempestivamente notizie da ogni parte del mondo, è il rischio di quella che il Papa oggi definisce una “comunicazione priva di verifiche”. Non è difficile, attraverso le tecnologie più avanzate presenti nel web e che soprattutto sono accessibili a tutti, imbattersi in immagini manipolate, notizie inventate, a volte solo per esaltare la propria persona o screditare l’immagine di qualcun altro. Sembra quasi che si cerchi sempre più di screditare un’informazione per esaudire un’aspettativa della società di massa. L’esempio più attuale è quello dei vaccini contro il Covid-19. Infatti, a causa di alleanze politiche, ma soprattutto economiche, le notizie sui vaccini contro il Covid-19 vengono molto spesso falsificate, in modo tale da favorire l’acquisto e la promozione di un vaccino di una casa farmaceutica al posto di un’altra. Molto spesso, la comunicazione priva di verifiche si riflette anche nelle pubblicità, trasmesse con il solo intento egoistico di vendere il proprio prodotto. La causa della crescita di questo fenomeno va ricercata in quelli che si possono definire “difetti” della società di massa, come la mancanza di spirito critico. Da dove deriva questa mancanza? Riflettendo sulle caratteristiche della comunicazione virtuale ci si rende conto di come la velocità di diffusione delle informazioni sia molto più rapida rispetto all'intervento della capacità di giudizio e riflessione dell’uomo, con la conseguenza di un appiattimento della società e delle informazioni. Affinché, come affermato da Papa Francesco, il web possa considerarsi un dono di Dio, è necessario che sia utilizzato non in modo superficiale o irresponsabile, ma con parsimonia e con spirito critico, poiché le informazioni divulgate possono essere allo stesso tempo una fonte di arricchimento e un grande pericolo. Il messaggio di Papa Francesco, però, è assolutamente lontano dal demonizzare i social, la rete e le comunicazioni virtuali, è un semplice ed efficace invito ad utilizzare questi strumenti con discernimento, sia quando si ricevono che quando si divulgano informazioni. Papa Francesco ha rilanciato le parole dell’apostolo Filippo, “Vieni e vedi”, offrendo un altro spunto di riflessione: esattamente come l’annuncio cristiano è fatto di parole, ma anche di sguardi, testimonianze, esperienze, incontri e vicinanza, così la vita di ogni uomo deve essere piena di esperienze, dal momento che nella comunicazione nulla può sostituire completamente il vedere di persona: non si fa comunicazione solo con le parole, ma anche con gli occhi, con i gesti e con la voce. Riflettendo, appunto, su questo modo di comunicare, che potremmo definire più completo rispetto a quello del solo web, è naturale capire come Papa Francesco abbia messo in primo piano l’esperienza. Proprio attraverso questa si può oltrepassare in parte l’ostacolo della verifica delle informazioni, dal momento che spesso quello che si vede attraverso i propri occhi rivela numerose verità. Purtroppo, però, nel periodo storico dominato dalla pandemia, si è obbligati alla distanza sociale e questo fa venir meno l’esperienza diretta. È proprio in questo momento che è possibile riscoprire i vantaggi della comunicazione e della rete, che può rendere possibile la vicinanza necessaria a riconoscere quello che è essenziale e a comprendere davvero il senso delle cose. Reinterpretando il messaggio di Papa Francesco, il tema dell’esperienza potrebbe essere considerato come un invito ad abbandonare la tipica presunzione dell’uomo del XXI secolo, che pensa di conoscere già tutto, e a porre in primo piano il mettersi in movimento verso altri luoghi per stare con le persone e ascoltarle. Sebbene le tecnologie più avanzate siano in grado di far confrontare l’uomo di fronte con una realtà aumentata, l’incontro rimane l’unico modo efficace per non rimanere spettatori esterni del mondo. Certamente, le personalità che fanno dell’incontro il loro cavallo di battaglia sono i giornalisti. Il coraggio di molti giornalisti è fondamentale anche per l’informazione sul web poiché, senza le loro inchieste e i loro servizi, molte vicende del mondo sarebbero tuttora sconosciute. Partendo dall’argomento più attuale, senza i giornalisti, chi testimonierebbe l’attesa, forse infinita, di alcune città africane o asiatiche, che purtroppo vivono nella povertà, di ricevere dei vaccini contro il virus? Oppure si pensi anche alla situazione catastrofica della Striscia di Gaza, in cui si sta combattendo una guerra cruenta tra Israele e Territori palestinesi, nella quale molti giornalisti rischiano la propria vita per testimoniare al mondo intero ciò che sta accadendo.
Riprendendo il messaggio di Papa Francesco, ci si accorge di come il mondo delle comunicazioni sia colmo di lati positivi, ma anche negativi. Il mondo della rete, a primo impatto, potrebbe essere considerato un vero nemico, dal momento che uccide la riflessione, abolisce il pensiero, riducendolo a un semplice slogan o a un messaggio. È pur vero, però, che senza la rete la conoscenza di ogni essere umano, l’informazione sulle vicende mondiali, ma, soprattutto, la cultura sarebbero ridimensionate. E allora siamo pronti a interiorizzare e a mettere in pratica il suggerimento del pontefice: la rete va usata con molta attenzione, imparando a distinguere ciò che è vero da ciò che è stato inventato, ma anche avendo a cuore il bene di tutta l’umanità, e quindi non divulgando notizie false. 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'autore
: Giuseppe Liso
Studente del quinto anno
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