Aguzza qui, lettor, ben li occhi al vero

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Un anno carico di aspettative è quello appena iniziato, nella speranza che la nostra nazione e il mondo intero riescano ad affrontare e uscire da questo incubo chiamato Covid.

Un incubo che ha stravolto le nostre vite e nello stesso tempo ci ha fatto scoprire una nuova dimensione non solo privata, ma anche pubblica. Un incubo che ha messo in  discussione la nostra identità di cittadini italiani, “di quei ch’un muro e una fossa serra”, come ci aveva chiamati il sommo poeta Dante nel canto VI del Purgatorio; un incubo che spesso ha fatto sentire molti di noi in un “ostello di dolore”, continuando con i versi danteschi, per un nemico insidioso che in modo silente si è infiltrato nelle nostre vite, e anche “una nave sanza nocchier”, di fronte a una classe politica che ha cercato di prendere in mano la situazione con azioni che in questa emergenza responsabilizzassero noi cittadini, ma che di fatto ci hanno privato delle nostre libertà, lasciandoci in una "gran tempesta”, quella dell’incertezza. Opinione, questa, controversa e opinabile, a seconda dei punti di vista. 
E proprio dai versi di Dante 3:14pm Magazine ha deciso di ripartire in questo 2021, anno della celebrazione del 700° anniversario della morte del sommo poeta, perché è stato Dante, con la sua lungimirante capacità di visione, a guardare oltre le faziosità guelfe e ghibelline, le lotte tra Papato e Impero, e a credere nelle potenzialità della nostra terra, esaltando la nostra capacità di ricominciare, di ritrovare, uniti e compatti, la retta via dopo esserci smarriti in una selva resa selvaggia dagli egoismi, dai particolarismi, dalla corruzione politica, dalle guerre tra potenti anche in una emergenza pandemica. 3.14 pm Magazine vuole riscoprire con i suoi lettori e i suoi autori, in questo nuovo anno, la bellezza dei versi e delle parole di Dante, il poeta che, secondo Aldo Cazzullo, ha inventato l’Italia quale terra della bellezza e della cultura. Abbiamo pensato a una rubrica che approfondirà aspetti e sfumature inedite del nostro vate, con un invito ai lettori:
Aguzza qui, lettor, ben li occhi al vero” (Pur VIII, 19).
Con queste parole Dante, nell’episodio del giudice Nino Visconti, esorta ad aguzzare lo sguardo alla verità, per comprendere l’allegoria degli angeli che a breve compariranno nel canto con spade spuntate a difesa della valletta dalla potenza malefica della “mala striscia”, il diavolo che, sotto le spoglie di un serpente, avvia al peccato. L’appello rivolto dal poeta non è banale, anzi vuole metterci in guardia perché “il velo è ora ben tanto sottile / certo che 'l trapassar dentro è leggero”: il significato della visione sarà sì facile da comprendere, ma proprio per questo non dovrà essere frainteso.
Abbiamo scelto questo verso come titolo della nostra rubrica per esortare tutti noi a imparare da Dante a porre attenzione alle parole, al di là del semplice significato letterale, per poter guardare al futuro con grande fiducia e lucidità. È il nostro modo per ricordare il poeta in occasione dell’anniversario della sua morte.

L'autore
: Redazione
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