Lettori e lettrici, vi lanciamo un invito…
In realtà non è nostro, ma lo ha rivolto il drammaturgo Massimiliano Finazzer Flory; noi lo abbiamo scelto e ora lo rilanciamo a voi…
Ogni giorno una parola legata all’attualità del Covid-19, una parola per dare un tocco di colore a queste lunghe giornate fino alla fine dell’emergenza, e riflettere insieme sul valore di quella parola nelle nostre vite, nella nostra quotidianità.

Raccontiamoci ogni giorno … in una parola

Scorrete la pagina fino in fondo per conoscere la parola di domani.
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ESSERE

(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

Tutti ti valutano per quello che appari. Pochi comprendono quel che tu sei.”
Niccolò Machiavelli

La storia ci ha insegnato che con il passare del tempo la società è cambiata ripetutamente e di conseguenza tutti noi esseri umani ci siamo dovuti abituare ad usi e costumi sempre differenti. Ovviamente questi cambiano in base alla cultura, alle varie correnti di pensiero e a tante altre dinamiche. 
Un vero e proprio tsunami è stata l'introduzione dei social network. Nati per migliorare e facilitare la socializzazione e l'interazione fra le persone, costituendo in questo senso un grande passo in avanti per la società, in realtà si sono rivelati per certi versi un grande passo indietro per ogni singolo individuo. Questo perché l'utilizzo dei social tende ad essere portato all'esasperazione con il risultato di stravolgere completamente, in maniera deleteria, il fine ultimo per il quale essi sono stati creati.
Infatti, questi social pian piano stanno consumando e appiattendo le singole personalità di quanti ne fanno un uso superficiale costruendosi identità virtuali che non corrispondono alla realtà. La tendenza, ormai, è quella di "sembrare di essere" e non semplicemente di "essere" perché si dà importanza  a ciò che la gente pensa di quello che facciamo, leggiamo, scriviamo, ascoltiamo e pensiamo è sconvolgente. Il tormento di far trasparire che abbiamo un sogno è diventato più assillante (nel nostro inconscio) e importante del sogno stesso e del suo raggiungimento. Perdiamo più tempo a creare "il personaggio" che speriamo venga accettato dalla società, piuttosto che concentrarci nel diventare realmente quella persona, attraverso le esperienze e la libertà di essere chi davvero siamo. "Nessuno è nessuno" per potersi permettere di imporre agli altri ciò che va di moda pensare e quindi si può dire e fare. Sulla base di questo ognuno dovrebbe lavorare più con se stesso e cercare di migliorarsi fattivamente e non attraverso l'utilizzo futile di un maledetto social.
E allora esprimiamo ciò che realmente siamo, amiamoci, non preoccupiamoci se il nostro pensiero è "diverso" da quello comune e soprattutto non abbiamo paura di essere giudicati, perché, se crediamo realmente in ciò che siamo e facciamo, saremo sempre dalla parte della ragione.

Sebastiano Chieppa

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