È strano pensare che sia davvero finita.
Questa lunga routine fatta di risate, di corse mattutine, di mille dubbi, ora è solo un ricordo.
Eppure, eccoci qui, a chiudere le maniglie di una porta che per cinque anni ci ha accolti, nelle entrate e nelle uscite, nei giorni belli e in quelli più difficili.Non è semplice salutare un luogo che, nonostante i suoi difetti, è stato una seconda casa. Una casa fatta di suoni, abitudini, odori, ma soprattutto di persone che mi hanno accompagnata lungo questo percorso. A tutte loro vorrei dedicare parole di gratitudine e affetto.
Al personale scolastico, grazie per tutto ciò che fate ogni giorno per la nostra scuola e per le tante attenzioni e consolazioni ricevute nei momenti difficili.
Alla professoressa di scienze, grazie per la pazienza avuta nei miei confronti e per quelle domande complesse che mi hanno insegnato quanto sia importante riflettere, perché ogni risposta richiede ragionamento e non casualità.
Alle professoresse di inglese e diritto, grazie per la vostra passione contagiosa e per la dedizione con cui ogni giorno vi dedicate all’insegnamento.
Al professore di religione, grazie per avermi fatto scoprire la religione come disciplina di riflessione profonda e per i pensieri sulla vita che ci ha condiviso.
Alla professoressa di italiano e latino, grazie per averci guidati tra le righe di Dante, Manzoni, Pascoli, Montale, facendoci comprendere che la letteratura non è mai solo “passato”, ma è anche presente, è vita.
Alla professoressa di matematica e fisica, grazie per non aver mai mollato, neanche quando le nostre facce erano perplesse o i risultati scoraggianti. Grazie per averci mostrato che anche dietro una materia difficile può nascondersi una forma di bellezza: quella che nasce dall’equilibrio, dalla precisione e dalla logica.
Al professore di storia e filosofia, grazie per averci insegnato che la conoscenza non è solo studio, ma un atto di libertà.
Per averci ricordato che pensare è scomodo, ma necessario. Che dubitare non è segno di debolezza, ma il primo passo verso la verità.
Alle professoresse di arte e scienze motorie, grazie per aver sempre creduto in me, per aver sostenuto la mia crescita, sia personale che culturale.
Al mio professore di sostegno che mi è stato accanto ad ogni passo, con discrezione e rispetto per la mia autonomia: grazie per aver viaggiato insieme a me, tra alti e bassi, per aver trasformato la Ilaria dubbiosa e chiusa del terzo anno in una Ilaria più matura, capace – almeno un po’ – di affrontare la vita adulta con uno scopo.
Alla mia educatrice grazie per esserci sempre stata, per avermi accompagnata con cura e dedizione, nella buona e nella cattiva sorte, in questi cinque anni.
Ai professori esterni con cui ho partecipato a progetti e attività: grazie per la vostra passione, che ho potuto toccare con mano.
Alla nostra preside, grazie per aver guidato questa scuola con fermezza, giustizia e inclusività, credendo sempre nei suoi ideali. È un esempio che porterò con me.
Ai miei compagni di classe, grazie per essere stati un’ancora di speranza, per essere entrati nella mia vita e averla migliorata.
Ora che tutto volge al termine, mi accorgo di quanto ogni persona incontrata mi abbia lasciato qualcosa. La scuola non è stata solo studio, ma anche vita vissuta, condivisa. Sono le relazioni, le difficoltà affrontate, i piccoli traguardi quotidiani.
Porto via volti, parole, insegnamenti, ma soprattutto la consapevolezza che esistono esperienze, valori, sentimenti che non ci abbandonano mai.
Non so cosa mi riserverà il domani, ma so da dove vengo, il liceo Nuzzi.
E vengo con gratitudine.
Per sempre.
Una tua studentessa
Riceviamo e pubblichiamo il messaggio della Dirigente prof.ssa Nicoletta Ruggiero:
“Siamo noi a ringraziare te per aver avuto fiducia in noi e per esserti affidata a noi. Siamo le tue radici insieme alla tua famiglia, quel porto sicuro dove “attraccare” tutte le volte in cui la vita ti chiederà una prova, una gioia, un volo verso altri traguardi… saremo sempre lì a dirti: “Vai avanti, abbiamo fiducia! Ma non smettere di volare alto verso i tuoi sogni, il tuo capolavoro!”
Parola di una Preside!




