“Siete chiamati ad essere protagonisti e non spettatori del futuro” è stata l’esortazione rivolta agli studenti da Papa Francesco il 19 aprile 2024 nell’incontro di “Scuole per la pace”.
La nostra redazione di 3:14 pm Magazine ha scelto di riproporre alcuni passi significativi di due interventi di Papa Bergoglio per ricordare il suo amore per i giovani e per la scuola, un forte monito a tutti noi per vivere con responsabilità, già dai banchi di scuola, il nostro essere cittadini del mondo e cittadini per la pace.
“Siete chiamati ad essere protagonisti e non spettatori del futuro. Grazie per questo cammino ricco di idee, di iniziative, di percorsi formativi e di attività, che intendono promuovere una nuova visione del mondo. Grazie per essere pieni di entusiasmo nell’inseguire obiettivi di bellezza e di bontà, in mezzo a situazioni drammatiche, ingiustizie e violenze che sfigurano la dignità umana. Grazie perché con passione e generosità vi impegnate a lavorare nel cantiere del futuro, vincendo la tentazione di una vita appiattita soltanto sull’oggi, che rischia di perdere la capacità di sognare in grande.
Oggi più che mai c’è bisogno di vivere con responsabilità, allargando gli orizzonti, guardando avanti e seminando giorno per giorno quei semi di pace che domani potranno germogliare e portare frutto.
Essere studente significa avere voglia di imparare, di sapere, non considerarsi già arrivati. Essere in cammino. Avere lo spirito del discepolo, sempre, ad ogni età”.
E non si è risparmiato neppure con i docenti papa Francesco, con un appello che è anche un monito, ricordando la citazione di Romano Guardini: “Educare è accompagnare un uomo, una donna nella sua ‘nascita’ come persona, nel suo ‘venire al mondo’, nel suo ‘venire alla luce’. Gesù Cristo è il più grande educatore della storia: con l’amore del Padre e l’azione dello Spirito Santo ci fa nascere ‘dall’alto’, come disse a Nicodemo. Fa uscire l’uomo nuovo dall’involucro dell’uomo vecchio. Ci libera dalla schiavitù dell’io e ci apre alla pienezza di vita in comunione con Dio, con gli altri, con le creature, e anche con noi stessi. Perché – come ci dimostra bene Agostino nelle sue Confessioni – non siamo in pace con noi stessi finché non ci arrendiamo all’amore di Dio in Cristo Gesù” (dal discorso del santo Padre Francesco ai membri della Società degli studenti svizzeri, 12 settembre 2022).
Non si può assolutamente restare indifferenti al suo invito, che deve diventare l’impegno quotidiano per i docenti:
“Vi chiedo di amare di più gli studenti ‘difficili’, quelli che non vogliono studiare, quelli che si trovano in condizioni di disagio, i disabili e gli stranieri, che oggi sono una grande sfida per la scuola. E ce ne sono di quelli che fanno perdere la pazienza.
Gesù direbbe: se amate solo quelli che studiano, che sono ben educati, che merito avete? Qualsiasi insegnante si trova bene con questi studenti.
In una società che fatica a trovare punti di riferimento – avverte Bergoglio – è necessario che i giovani trovino nella scuola un riferimento positivo. Essa può esserlo o diventarlo se al suo interno ci sono insegnanti capaci di dare un senso alla scuola, allo studio e alla cultura, senza ridurre tutto alla sola trasmissione di conoscenze tecniche, ma puntando a costruire una relazione educativa con ciascuno studente, che deve sentirsi accolto ed amato per quello che è, con tutti i suoi limiti e le sue potenzialità.
Per trasmettere contenuti è sufficiente un computer, per capire come si ama, quali sono i valori, e quali le abitudini che creano armonia nella società ci vuole un buon insegnante”.
Grazie Papa Francesco!




