La canzone di Marinella

Alt tag

Questa di Marinella è la storia vera…”

La canzone di Marinella fu scritta nel 1963, ispirata da un fatto di cronaca che l’autore aveva letto su un quotidiano. È la storia di una ragazza che a sedici anni ha perduto i genitori. Marinella, in realtà si chiamava Maria Bocuzzi, una ragazza di origini calabresi che emigrò negli anni ’20 a Milano. A quattordici anni, incontra uno studente universitario e se ne innamora. La sua famiglia è contraria alla relazione, così la ragazza decide di fuggire con il suo amato. La loro relazione, però, dopo un anno si interrompe e Maria si trova sola e disonorata. Si licenzia dal suo lavoro e inizia a lavorare in piccoli teatri come ballerina. Conosce Luigi Citti, assiduo frequentatore di locali notturni. Quest’uomo le promette di lanciarla nel mondo dello spettacolo e la presenta a Carlo Sorresi, impresario. Sorresi, che in realtà è un protettore, fa entrare nel suo giro la giovane. Da quel momento la vita della ragazza fu caratterizzata da violenze e abusi. Sarebbe proprio lei la vera Marinella, trovata morta ammazzata da colpi di pistola a Milano, la mattina del 28 gennaio 1953. Questa è la storia di un sogno spezzato e io sono qui, pronta a proporre una versione alternativa della storia. Con un finale di speranza e libertà.
Marinella camminava lungo il fiume avvolta nel suo scialle leggero. Il vento freddo della sera le accarezzava il viso e le stelle si riflettevano nell’acqua scura. Non aveva paura del buio: quella riva era il suo rifugio, l’unico luogo in cui poteva sognare una vita diversa.
Quella notte, però, qualcosa cambiò. Dietro di lei, passi pesanti spezzarono il silenzio. Si voltò di scatto e vide una figura avvicinarsi, un’ombra minacciosa che la seguiva tra i sassi e le sterpaglie. Marinella sentì il cuore battere forte.
Doveva scappare.
Iniziò a correre senza guardarsi indietro, i piedi nudi che sfioravano la terra umida. Il fiume scorreva accanto a lei, la chiamava con il suo mormorio incessante, ma lei non voleva arrendersi alle sue acque. Vide un piccolo pontile più avanti, con una barca legata ad un palo. Senza pensarci due volte, saltò a bordo e sciolse la fune con le mani tremanti. La corrente la spinse via, lontano dalla riva, mentre l’uomo rimase fermo sulla sponda, impotente. Marinella si rannicchiò sul fondo della barca stringendo lo scialle attorno alle spalle.
Era salva.
Dopo ore di navigazione silenziosa, il fiume la portò ad un villaggio sconosciuto dove la gente viveva in case di legno e parlava con voci gentili. Qui, Marinella trovò una nuova vita: iniziò a lavorare in una locanda, imparò a sorridere di nuovo e scoprì che il mondo era più grande di quanto avesse mai immaginato. Non diventò una stella caduta nell’acqua, ma una donna libera, capace di scrivere il proprio destino.

E ogni tanto, nelle notti di vento, tornava sulla riva del fiume per guardare le stelle grata di aver scelto di vivere.

Autore