Venti studenti del nostro liceo, provenienti dagli indirizzi Tradizionale e Scienze Applicate, accompagnati da quattro docenti, sono rientrati sabato 26 ottobre da un’indimenticabile esperienza Erasmus a Lisbona, in Portogallo.
Il progetto, della durata di sei giorni, ha offerto l’opportunità di interagire e conoscere meglio una realtà scolastica europea.
In particolare, la nostra scuola partner è stata la Prime School International di Estoril, una scuola con oltre 400 studenti di 67 nazionalità diverse. Gli studenti portoghesi hanno riservato una calorosa accoglienza, intonando l’inno della scuola e preparando per loro un ricco buffet di piatti tipici, tra cui la celebre Pastel de Nata, dolce simbolo della tradizione portoghese. Durante la visita i nostri studenti hanno potuto conoscere più da vicino la scuola e conoscere il simulatore di volo, una vera e propria cabina di pilotaggio, che ha permesso loro di vivere un’esperienza senza precedenti, in un ambiente sicuro e interattivo.
Sotto la guida dei docenti della Prime School, hanno avuto la possibilità di immergersi nella storia e nella cultura di Lisbona, da luoghi iconici come il Monastero dos Jerónimos, la Cattedrale di Santa Maria Maggiore, l’Arco Trionfale di Rua Augusta al curioso Museu do Bacalhau, dedicato al piatto nazionale portoghese. Non sono mancate visite nei dintorni: Cascais, con il suo Museu do Mar Rei Dom Carlos, dedicato alla fauna marina e il Parque Marechal Carmona, un vero e proprio rifugio naturale, popolato da animali come, pavoni e tartarughe; Sintra, una delle tappe più suggestive, con il suo maestoso Palácio Nacional de Sintra e Cabo da Roca, un’imponente scogliera a picco sull’Oceano Atlantico, nonché il punto più occidentale d’Europa. Trovarsi lì “dove la terra finisce e il mare comincia”, riprendendo le parole del poeta portoghese Luís Vaz de Camões, è stata un’esperienza davvero emozionante.
Gli studenti hanno poi avuto modo di partecipare a diverse attività con i ragazzi della scuola, come una dinamica caccia al tesoro alla scoperta dei 27 paesi membri dell’Unione Europea.
Uno dei momenti più significativi dell’Erasmus è stato indubbiamente il dibattito organizzato dalla scuola. Gli studenti hanno discusso su temi fondamentali come i benefici dell’essere cittadini europei, la storia dell’Unione Europea e il rapporto tra i giovani e la politica. Al di là delle differenze di opinione, ciò che è emerso dal confronto è il senso di appartenenza all’Europa. Ognuno di loro, a prescindere dalla propria nazionalità, si sentiva parte della stessa comunità, l’Unione Europea, un’unione politica ed economica nata per garantire pace dopo la Seconda guerra mondiale e che tutt’oggi si ripromette di garantire sicurezza e libertà ai propri cittadini. Libertà intesa non solo come un diritto inalienabile dell’uomo ma anche come un valore. Se essere cittadini europei vuol dire perseguire gli stessi obiettivi, allora significa anche condividere gli stessi valori. Come ci ha ricordato la compianta Sofia Corradi, la “Mamma Erasmus” che nel 1969 ideò tale progetto: «L’Erasmus è un progetto di pace, perché chi ha studiato insieme in Europa non si farà mai la guerra».
Quest’ esperienza, oltre ad essere stata del tutto formativa dal punto di vista linguistico, sociale e cultura, ha permesso di prendere maggiore consapevolezza della propria identità europea e ha spinto a riflettere su una domanda fondamentale, ricorrente nel dibattito: “What can you do?” — Cosa può fare ognuno di noi per essere un cittadino migliore?
Infatti, citando ancora Corradi, «uno studente che fa l’Erasmus forse non diventa un professionista migliore, ma diventa sicuramente una persona migliore».




