Il progetto “Scuole sicure” ha fatto tappa al nostro liceo. L’Istituto ha ospitato l’iniziativa proposta dal Comando di Polizia Locale di Andria e si è trasformato per un giorno in uno spazio di confronto con esperti, medici e forze dell’ordine; abbiamo avuto modo di parlare, senza filtri, di una realtà che spesso, purtroppo, viene sottovalutata: le droghe, l’alcol e le conseguenze delle scelte connesse all’uso di tali sostanze.
L’incontro si è aperto con l’intervento di un’esperta che ha fatto chiarezza sul “dietro le quinte” legale del consumo di sostanze. I relatori hanno illustrato gli articoli 74 e 75 del D.P.R. 309/90 (Testo Unico Stupefacenti). Mentre l’art. 74 riguarda contesti di forte rilevanza penale come l’associazione finalizzata allo spaccio, l’attenzione si è focalizzata sull’articolo 75, che disciplina il possesso per uso personale. Il messaggio è stato chiaro: anche se non si finisce in prigione per una piccola quantità, le sanzioni amministrative (sospensione della patente, del passaporto o del porto d’armi) possono segnare il futuro scolastico e lavorativo per anni.
Particolarmente interessante è stato, poi, l’intervento del medico, che ha spiegato come le sostanze agiscano sul nostro sistema nervoso. Le droghe, infatti, non sono tutte uguali, ma tutte “ingannano” il cervello determinando i seguenti effetti: le sostanze deprimenti, come l’oppio e i suoi derivati, rallentano le funzioni vitali e i riflessi; le sostanze stimolanti, ad esempio cocaina o anfetamine, “rinvigoriscono” artificialmente il corpo, portandolo, però, a un pericoloso stress cardiaco e neurologico; le sostanze psicodislettiche o allucinogene, come LSD o funghi, alterano completamente la percezione della realtà.
Il momento clou, tuttavia, è stato quello pratico. Alcuni compagni hanno accettato la sfida di lanciare una palla, indossando dei visori appositi, in grado di simulare gli effetti visivi dello stato di ebbrezza o dell’assunzione di stupefacenti. Vedere due compagni disperatamente intenti a passarsi una palla, fallendo miseramente nei riflessi più semplici, ha, sulle prime, scatenato qualche risata, ma, subito dopo, ha fatto nascere un amaro interrogativo: se è difficile prendere una palla in una palestra, cosa succede se si è alla guida di un motorino o di un’auto?
Inoltre, la presenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine a scuola è servita a ricordarci che lo Stato non è lì solo per punire, ma per prevenire. In ogni caso, al di là delle leggi, dei nomi tecnici e dei visori, resta una domanda che tutti dovrebbero porsi riguardo all’assunzione di stupefacenti: ne vale davvero la pena?
Spesso si pensa che provare una sostanza sia un modo per sentirsi più grandi, per scappare dalla noia o per uniformarsi al gruppo, ma la realtà emersa da questo incontro è ben diversa. Affidare a una sostanza la gestione di emozioni, riflessi e della stessa salute non è un atto di libertà, ma l’esatto opposto: è cedere il controllo. La mente e il corpo sono doni incredibili, capaci di provare euforia, adrenalina e felicità in modo naturale: attraverso lo sport, la musica, i viaggi o i piccoli e grandi traguardi raggiunti con le proprie forze. Rischiare di porre fine a tutto questo o, peggio, segnare irrimediabilmente la vita propria e quella altrui per un momento di incoscienza alla guida è un prezzo troppo alto da pagare.
La vita è fatta di progetti, di sogni e di possibilità che si costruiscono giorno dopo giorno; è, dunque, importante non permettere a una sostanza di scrivere la parola “fine” o di segnare irrimediabilmente il futuro.
Scegliere di dire di no, infatti, significa avere rispetto per il dono più prezioso di cui si può godere: sé stessi.
Silvana Sinisi II B




